Fare i genitori – 6 errori da evitare

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[dropcap]A[/dropcap]mmettiamolo, siamo tutti genitori imperfetti, in un modo o nell’altro. Anche se ci rendiamo conto che nessuno possa umanamente azzeccarle tutte, è ancora facile giudicare se stessi ed etichettarci subito come un “buon genitore” o un “cattivo genitore” a seconda di come si gestisce una determinata situazione. Ma, come dice James Lehman, “La cosa importante è essere un genitore “decente”.

[etheme_blockquote align=”right”]Un genitore decente si prende cura del figlio, cerca il meglio per loro, e cerca aiuto quando ne hanno bisogno. La buona notizia è che, cercando di migliorarsi come genitore, si riesce sempre ad ottenere anche un miglioramento nel comportamento del bambino.[/etheme_blockquote]

genitore-disperatoCi sono sei “Regole di comportamento da evitare“, do cui James Lehman parla in merito al programma di trasformazione totale. Uno dei blocchi di costruzione fondamentali del suo programma è individuare il proprio stile genitoriale per vedere cosa funziona e cosa invece non va. Uno stile genitoriale, o un “ruolo“, come viene talvolta chiamato, consiste nel come si risponde ad una certa situazione da genitori. Se trovate che il comportamento del vostro bambino non stia cambiando (o addirittura che stia peggiorando), può essere utile soffermarsi un attimo per osservare e valutare.
Come si suole dire, la definizione di follia suona più o meno come ‘continuare a fare qualcosa sempre allo stesso modo aspettando e sperando che le cose possano comunque cambiare’

Ecco sei situazioni comuni che i genitori si trovano spesso a fronteggiare e qualche consiglio:

1) L’ OVER-NEGOZIATORE

Il vostro bambino discute ogni singola regola?

Un errore comune in cui praticamente cadiamo tutti. Se si consente al bambino di discutere le conseguenze, i confini e le regole che gli vengono imposte, spesso egli riesce a ottenere la possibilità di modificare tali regole a suo favore. In tal modo il bambino potrebbe diventare un esperto della negoziazione e riuscire sempre a spuntarla. Come dice James, “Il tuo bambino diventa esperto a spingere i confini, perché sà che possono sempre essere modificati.” Se si rientra in questo stile genitoriale inefficace, probabilmente siete abituati a discussioni e dibattiti sulla correttezza delle regole.

La soluzione:

Il genitore over-negoziatore deve diventare più fermo sulla regole che impone, sulle aspettative verso i comportamento del bambino e sulle conseguenze. Non deve permettere al bambino di cambiare le regole, di farlo negoziare per una conseguenza/punizione diversa se le regole vengono infrante. Questo è essenziale per insegnare al bambino ad essere responsabile delle proprie azioni.

 

2) L’URLATORE

Stanchi di urlando al vostro bambino?

Il genitore che finisce spesso per urlare e strillare al loro bambino è spesso tormentato da profonda frustrazione e stanchezza. Benché il comportamento sia comprensibile (la maggior parte dei genitori ci si sono trovati) , il fatto è che perdere la calma rende improbabile un cambiamento comportamentale nel bambino. Se ci si trova spesso a strillare il suo nome o a minacciarlo, il messaggio che si sta inviando al bambino è che non si è in controllo. Ciò significa anche che la vostra autorità è compromessa. E’ come se in quel momento ci si ritrovi ad assumere lo stesso livello comportamentale del bambino stesso. La mamma o il papà bloccati in questo stile genitoriale inefficace possono anche ritrovarsi ad essere trascinati in discussioni in cui in devono difendere il proprio comportamento con il figlio: il loro bambino può facilmente sviare i propri problemi di comportamento sottolineando quanto male il loro genitore si stia comportando.

La soluzione:

Il genitore che urla troppo ha bisogno di imparare modi più efficaci per gestire la propria frustrazione e fastidio. Siamo umani e chiunque può perdere la pazienza. E’ parte del territorio della genitorialità. Ma se non si ottiene una maggiore controllo sul proprio temperamento, il bambino è improbabile che trovi in voi un punto fermo di autorità, un riferimento di cui hanno bisogno al fine di tenere il loro comportamento sotto controllo.

 

3) IL MARTIRE

smettere di essere i loro “servi”

Questo genitore non vuole saperne di vedere il bambino fallire o in difficoltà. Se volete sempre proteggere il vostro bambino da emozioni o momenti difficili, potreste trovarvi spesso a operare instancabilmente per essere sicuro che lui o lei non si sente lasciato fuori o frustrato. Potreste trovarvi a lavorare molto più di lui sui suoi compiti o sui suoi progetti. Si desidera sempre che la strada che percorre sia sempre la più agevole possibile. Come può essere questo un cattivo comportamento per un genitore?
Il fatto è che, quando si punta a fare le cose per il vostro bambino, che cosa si sta effettivamente facendo è inviare il messaggio che non pensiamo che lui sia in grado di gestire bene le situazioni da solo. E d’altronde questo può essere vero! Potreste essere preoccupati che possa fallire. Ma la verità è, e questo è importante, che i bambini imparano a risolvere i loro problemi solo tramite il fallimento. Imparano a gestire i sentimenti di frustrazione solo se questi arrivano davvero, a curare la frustrazione quando sono frustrati. Se rendete la cose troppo facili al vostro bambino, proteggendoli da ogni fallimento o frustrazione, state impedendo loro di apprendere con le proprie forze. E nel frattempo vi esaurite nel processo

La soluzione:

Il genitore martire deve smettere di lavorare così duramente. Deve consentire al bambino di sentirsi infelice o frustrato. Puoi e devi aiutarlo a trovare il modo di gestire quei sentimenti, ma non puoi proteggerlo per tutta la vita. Chiedetevi: “Sto facendo qualcosa che mio figlio può fare anche da solo?

 

4) IL PERFEZIONISTA

Il genitore perfezionista può essere visto come l’altra faccia del martire: invece di vedere tutto ciò che il bambino fa così in grande, questo genitore vede tutto l’operato del suo bambino come non abbastanza buono. I genitori bloccati in questo stile genitoriale inefficace sono convinti che i loro bambini hanno grandi talenti e che hanno solo bisogno di lavorare di più per perfezionarli. Allora, perché un tale comportamento da genitori sarebbe inefficace? Perché il genitore perfezionista insegna al bambino che da lui ci si aspetta sempre un fallimento. Se un bambino non può mai riuscire a raggiungere gli standard elevati che i loro genitori gli impongono, perché mai dovrebbero anche solo provare? E se il bambino ha successo, il genitore perfezionista spesso alzare i limiti, insistendo sul fatto che il bambino possa fare ancora meglio la prossima volta.
I genitori perfezionisti sentono di conoscere così bene il proprio figlio che non c’è neanche bisogno che egli parli: sanno già cosa sta pensando. Spesso però immaginano il peggio, affermando che il bambino ha assunto un atteggiamento sbagliato ancor prima che il figlio apra la bocca. Perché questo è inefficace? Purtroppo, quello che stai insegnando al bambino è di non mostrare mai le proprie emozioni, di tenere eventuali buoni risultati per se stessi, e di evitare di interagire con voi. Perché? Perché sanno già che non saranno mai abbastanza in gamba. Non gli si sta insegnando a raggiungere il loro potenziale, si sta insegnando loro a rabbrividire ad ogni correzione.

La soluzione:

Il genitore perfezionista deve consentire una certa distanza tra sé e il bambino, almeno tra le sue aspettative e gli interessi reali del figlio. Pressione negativa, rimprovero e ipercritica non faranno mai migliorare i bambini. Incoraggiare il bambino a raggiungere i suoi obiettivi ed esplorare i suoi talenti naturali è un ambiente molto migliore e stimolante per la crescita.

 

5) TASCHE SENZA FONDO

vostro figlio reagisce in malo modo quando dite “no”?

il genitore con tasche senza fondo è qualcuno che spera di stabilire una connessione con il proprio figlio, dandogli sempre quello che vuole. Situazione tipica è quella delle famiglie in cui il bambino può trascorrere del tempo con due diversi gruppi di genitori / genitori adottivi, ma si può certamente trovare anche in famiglie normali. Il genitore “tasche senza fondo” è solito concedere sempre materialmente al figlio, spesso per fermare i problemi di comportamento del bambino o per prevenire quelli futuri. Come scrive James Lehman in “La Trasformazione Totale”, “è spesso più facile per il genitore spendere soldi -anche quando i soldi mancano- piuttosto che subire le reazioni che il bambino ha quando sente dirsi di ‘no'”.
Quello che il genitore fa è creare un falso senso di diritto nel bambino. Lui impara a manipolare voi per ottenere quello che vuole. Ma se il bimbo sente che è facile ottenere beni materiali, non imparerà la realtà di dover lavorare per poter ottenere delle cose. Questo li può mettere in difficoltà non solo per i problemi futuri nel mondo del lavoro degli adulti, ma anche nel definire e raggiungere i propri obiettivi personali.

La soluzione:

Il genitore con tasche senza fondo deve imparare a dire di no e a tollerare le reazioni del suo bambino, quando non ottiene quello che vuole. Se si desidera utilizzare cose materiali come ricompensa per il bambino, ci si deve assicurare che siano collegate con eventuali sforzi e realizzazioni: non dovrebbero ottenerle semplicemente perché le hanno chieste.

 

6) IL GENITORE AMICO

Il genitore bloccato in questo ruolo inefficace si comporta come il migliore amico del figlio: vanno fino in fondo per cercare di capire le esigenze del loro bambino e le sue motivazioni, spesso identificandosi molto profondamente con il proprio bambino. Ad esempio, se ad un genitore non piaceva andare a scuola, potrebbe minimizzare eventuali scarsi risultati scolastici del figlio. Dopo tutto, egli capisce quello che sta passando. I genitori-amici quasi sempre prendono le difese del figlio, spesso ignorando anche le regole comportamentali generiche o minimizzando risultati che per loro non sono stati importanti.
Il problema con questo stile genitoriale non sta nel non dover capire il figlio, ma nel non doverlo fare a costo di ignorare le cose importanti e le regole. Il bambino non avrò mai bisogno di saper gestire il suo comportamento se può convincerti che le sue ragioni siano sempre valide o che la colpa sia magari di qualcun altro. Potresti trovarti ad accusare spesso gli altri per la loro influenza negativa sul bambino, piuttosto che vedere il bambino come totalmente responsabile delle proprie azioni.

La soluzione:

Il genitore-amico ha bisogno di fare una chiara distinzione tra il comprendere il figlio e la possibilità di ritenerlo responsabile per le sue azioni. Solo perché si è in grado di percepire la frustrazione del bambino non significa che non si debbano seguire le regole. Si può essere compassionevoli e allo stesso tempo chiari circa le vostre aspettative per il loro comportamento.

 

Essere genitori non è facile. Mettere sotto esame le proprie abitudini e comportamenti può essere scomodo, a volte troppo.
Si dovrebbe riflettete sul proprio stile genitoriale un po’ in questo modo: non è mai una questione di sapere se il vostro stile è giusto o sbagliato, ma se sta in effetti funzionando per creare il comportamento che si desidera nel vostro bambino.

In definitiva eventuali ruoli genitoriali inefficaci non promuovono il cambiamento e non riescono a sviluppare il senso di responsabilità in un bambino.
Come afferma James Lehman, perché tuo figlio possa svilupparsi e crescere, devi comportarti in modi che favoriscano e permettano quella crescita e quegli stessi cambiamenti.

 

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